Problemi delle carte tachigrafiche

Il tachigrafo intelligente è un obbligo dal 15 giugno, ma sono sorti alcuni problemi legislativi e organizzativi: ne discutiamo e vediamo come risolvere.
probliemi con le carte tachigrafiche per il tachigrafo intelligente
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Tempo di lettura: 4 minuti

Come saprai, a partire dal 15 giugno 2019, sono stati resi obbligatori i nuovi tachigrafi intelligenti.

Tuttavia, nonostante l’obbligo, ci sono stati problemi con la distribuzione delle carte.

Andiamo a vedere in cosa consistono questi intoppi, da cosa sono causati e come si può risolvere.

Ma, prima di tutto, sai a cosa servono i tachigrafi intelligenti? 

Clicca qui se vuoi approfondire.

Intoppi nel completamento dell’iter legislativo e implicazioni

Ricordate quando abbiamo detto che a partire dal 15 giugno sarebbe partito l’obbligo del tachigrafo intelligente sui veicoli di nuova immatricolazione?

Bene: in Italia è stato registrato un ritardo nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di attuazione del Regolamento (UE) n. 165/2014 .

Questo problema normativo rende impossibile la distribuzione delle carte da parte della Camera di Commercio. 

Storicamente l’Italia ha sempre fatto affidamento sulle importazioni di carte tachigrafiche dalla Francia.

L’Unione Europea, intanto, fino a poco tempo fa consentiva agli Stati di importare carte tachigrafiche da quei Paesi che avevano maggiore facilità nella produzione. 

Alla già controversa situazione legislativa si è aggiunto un duplice problema: 

  • la Francia non ha più le disponibilità per distribuire carte tachigrafiche anche in Italia;
  • la deroga dell’Unione Europa è scaduta. 

Conseguenze del problema

Le implicazioni di questo doppio problema sono gravissime.

Prima di tutto gli autotrasportatori non possono ricevere le proprie carte conducente.

Neanche le officine possono ottenere le proprie carte tachigrafiche, che quindi determina il fatto che queste non possano procedere alle tarature dei cronotachigrafi.

Quest’ultimo problema ha particolare rilevanza: se un camionista volesse acquistare un veicolo di nuova generazione dovrebbe affidarsi ad un’officina specializzata per effettuare la taratura del tachigrafo.

La taratura è un passaggio obbligato per chi vuole portare un mezzo di autotrasporto su strada.

La mancanza di questo procedimento, ovviamente, precluderebbe la possibilità per l’autotrasportatore di condurre il proprio camion, generando un circolo vizioso. 

Come è stato risolto il problema?

In realtà, per ora, non è stata trovata una soluzione definitiva.

Il 10 luglio, il Ministero dell’Interno ha rilasciato una nota esplicativa nella quale prendeva consapevolezza delle problematiche sollevate da Unioncamere rispetto al cambio di produzione delle carte.

Inoltre, il Ministero stesso ha impartito l’ordine di non erogare multe a quegli autotrasportatori muniti di istanza di sostituzione della carta e che hanno effettuato tutte le registrazioni come disciplinato dal succitato regolamento europeo.

Questo sistema, tuttavia, non può essere adottato per il trasporto al di fuori dei confini nazionali, viste le richieste di uso di una carta valida da parte degli altri Paesi UE.

Quali sono le soluzioni? 

L’emergenza rende fondamentale un intervento tempestivo del Governo nell’emanazione del decreto legge di attuazione.

Peraltro, da parte di Anita e Unatras è arrivata la richiesta indirizzata all’Esecutivo di intervenire presso la Commissione Europea per consentire il trasporto senza l’utilizzo di carte tachigrafiche e senza il rischio di incappare in sanzioni.

Le problematiche relative alla distribuzione delle carte tachigrafiche

Ogni cronotachigrafo è dotato di una memoria digitale e di una carta tachigrafica. 

Quest’ultima è una tessera magnetica personale che memorizza i dati di veicolo e conducente e relative informazioni sui viaggi che vengono compiuti.

Le carte tachigrafiche vengono rilasciate dalla Camera di Commercio proprio per consentire la lettura delle informazioni presenti nel cronotachigrafo.

Esistono diverse carte tachigrafiche:

  • la carta del conducente, di colore bianco. Registra ciò che il conducente fa per 28 giorni;
  • la carta dell’autorità di controllo, di colore blu. Consente di controllare i dati registrati nel tachigrafo;
  • la carta dell’azienda di trasporto, di colore giallo. Permette di leggere i dati registrati nella memoria del cronotachigrafo;
  • la carta dell’officina, di colore rosso. Viene impiegata per la verifica e la manutenzione del dispositivo (calibrazione e programmazione del tachigrafo). 

Tutto chiaro? Bene, andiamo avanti.

Per richiedere le carte tachigrafiche bisogna compilare le domande, allegare la documentazione apposita e versare i diritti di segreteria. 

È possibile spedire la documentazione per posta o tramite un’altra persona, purché questa presenti la delega in carta semplice. 

I documenti da allegare alla domanda sono: 

  • fotocopia della carta d’identità in condizione leggibile, o altro documento equipollente, in corso di validità del Legale rappresentante/Titolare dell’Impresa;
  • fotocopia leggibile della carta d’identità, o altro documento equipollente, in corso di validità del Responsabile tecnico;
  • attestazione del versamento del diritto di segreteria ed eventuale costo di spedizione postale;
  • marca da bollo da euro 16 euro;
  • delega (eventuale) con firma semplice del richiedente, se la domanda è presentata da terzi;

Il costo di richiesta della carta è di 37 euro, a cui vanno ad aggiungersi 6,34 euro per eventuali spedizioni della carta tramite servizio postale. 

I problemi relativi alla distribuzione delle carte tachigrafiche non hanno tardato a presentarsi e stanno colpendo in particolar modo la distribuzione delle carte officina.

Cos’è la carta officina?

Come già anticipato, la carta officina è quella carta tachigrafica che consente la calibratura e la programmazione del tachigrafo.

Questa rileva i dati immessi nel tachigrafo e permette di scaricarli.

E’ l’unica carta tachigrafica che consente di modificare il funzionamento del tachigrafo. 

La richiesta per la sua erogazione va effettuata alla Camera di Commercio del territorio dove ha sede l’officina richiedente entro 15 giorni dalla ricezione della domanda. 

Qual è la sua validità?

La carta officina ha una validità amministrativa di un anno, conseguenza inevitabile del suo delicatissimo scopo.

Può essere rinnovata automaticamente effettuando l’apposita richiesta presso la Camera di Commercio.

Il rinnovo, ovviamente, viene effettuato quando sono ancora vigenti i requisiti previsti per l’autorizzazione o quando l’autorizzazione non sia stata revocata.

I requisiti che l’azienda deve rispettare sono: 

  • l’aver ottenuto l’autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico;
  • non deve svolgere attività o servizi di trasporto che potrebbero motivare la richiesta di una Carta Azienda.

Conclusione

Ricapitolando: 

  • il 15 giugno è scattato l’obbligo per i camionisti di circolare con i tachigrafi intelligenti;
  • in Italia c’è stato un ritardo nell’emanazione del decreto legge di attuazione del Regolamento Europeo che disciplina l’introduzione di questi strumenti;
  • l’Italia non può più importare le carte tachigrafiche dalla Francia, che l’ha storicamente rifornita;
  • il Ministero dell’Interno ha emanato una nota in cui consente la circolazione provvisoria senza carta tachigrafica ma solo all’interno dei confini nazionali;
  • per ovviare al problema, il Governo deve emanare il decreto di attuazione il prima possibile e deve accordarsi con la Commissione Europea per consentire la circolazione di autotrasportatori non muniti di carta tachigrafica anche al di fuori dei confini italiani.

Tutto chiaro?

Lascio un commento se hai dubbi o se vuoi solo dire la tua.

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