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L’acronimo sta per “Accord europeen relatif au transport international des merchandises dangereuses par route” , redatto in francese, è la normativa che regola il trasporto internazionale di merci pericolose su strada.  

L’accordo, accolto a  Ginevra il 30 settembre 1957, si esprime in materia di merci pericolose: sostanze che per la loro natura fisico-chimica possono originare danni alle persone, alle cose ed all’ambiente. Esse si possono presentare allo stato solido, liquido o gassoso e sono suddivise in nove categorie

CLASSE

SOSTANZA

1

materie ed oggetti esplosivi

2

gas

3

liquidi infiammabili

4.1

solidi infiammabili, sostanze autoreattive, materie soggette a polimerizzazione ed esplosivi solidi desensibilizzati

4.2

materie soggette ad accensione spontanea

4.3

materie che a contatto con l’acqua sviluppano gas infiammabili

5.1

materie comburenti

5.2

perossidi organici

6.1

materie tossiche

6.2

materie infettanti

7

materiali radioattivi

8

materie corrosive

9

materie ed oggetti pericolosi diversi

L’ADR fissa le regole di base sulla sicurezza del trasporto di tali merci che transitano su strada. Questo accordo riguarda tutti quei trasporti che vengono effettuati attraverso almeno due paesi contraenti e la normativa, inoltre, specifica quali di queste materie sono escluse dal trasporto internazionale e quali, al contrario, sono ammesse. Il nuovo ADR 2019 è applicabile su base volontaria dal 1° Gennaio 2019 ma le sue norme diventeranno effettive solo dal 1° Luglio 2019. Il mancato rispetto delle sue disposizioni è punito con una sanzione pecuniaria da 1.988 euro a 7.953 euro, cui segue la sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione del veicolo e della patente del conducente da due a sei mesi (cui vengono applicati 10 punti di penalità).

Le figure professionali

Il conducente e la sua formazione

I conducenti dei veicoli destinati al trasporto di merci pericolose sono obbligati ad entrare in possesso del “patentino ADR” (obbligo vigente anche per veicoli con massa complessiva a pieno carico inferiore a 3,5 t.).

Si tratta di un certificato di formazione professionale, con validità di cinque anni,  il quale viene rilasciato dopo aver seguito corsi di formazione e dopo aver superato dei questionari scritti.

Per entrare in possesso del patentino, che dall’ADR 2011 ha assunto la forma di una card plastificata di colore bianco, è necessario iscriversi ad un corso presso la Motorizzazione competente a livello locale.

Entro i sei mesi dal termine del corso, è possibile sostenere i vari esami che porteranno il candidato all’ottenimento del certificato. Qualora gli esami non fossero superati entro i sei mesi stabiliti, il candidato è tenuto a rifrequentare il corso stesso. 

Per il semplice rinnovo, invece, basterà seguire corsi di aggiornamento nell’anno precedente la scadenza del certificato. Verrà ritirato il certificato in scadenza e rilasciato uno nuovo.

Con l’ADR 2011 il certificato oltre ad essere plastificato, come già citato, dovrà essere stilato anche in lingua inglese, (o francese o tedesca) nell’eventualità che questa non fosse la lingua ufficiale dell’autorità locale competente. Inoltre, il conducente ha anche l’obbligo, con l’ADR 2017, di assicurarsi che gli equipaggiamenti e il personale di bordo siano correttamente ai loro posti. 

Gli addetti al carico/scarico

Tutti coloro che entrano in contatto con le merci pericolose, anche in misura minore, sono tenuti ad affrontare una formazione professionale adeguata. È il caso del personale impiegato dal trasportatore o dallo speditore, al personale che carica o scarica le merci pericolose, a coloro che lavorano per i depositi intermedi e caricatori ed ai conducenti di veicoli diversi da quelli che possiedono il certificato ADR, che prendono parte ad un trasporto di merci pericolose su strada. 

La formazione è identica a quella imposta agli altri operatori ma è essenziale per gli scaricatori osservare alcune importanti misure di sicurezza: devono assicurare il carico e la movimentazione della merce; la placcatura, dopo aver caricato la merce nel container; la marcatura e l’esatta collocazione dei pannelli arancioni

Lo scaricatore

Questa figura può, a volte, coincidere con quella del destinatario e quindi le prescrizioni previste per entrambe le figure si concentrano in un unico soggetto. 

Lo scaricatore è tenuto a non rifiutare la merce e a verificare che tutte le disposizioni dell’ADR che lo riguardano siano rispettate. Se, per esempio, un contenitore dovesse presentare un’infrazione delle disposizioni dell’ADR, il destinatario può restituirlo, però, solo dopo averlo messo in sicurezza. 

Quali sono i compiti di uno scaricatore? Prima di tutto deve assicurarsi che le merci siano quelle da scaricare e per fare ciò basta confrontare le informazioni contenute sul documento di trasporto con le informazioni presenti sulle unità di carico; poi, verificare che gli imballaggi, la cisterna, il veicolo o il contenitore non siano danneggiati al punto da mettere in pericolo la stessa operazione di scarico merce. 

A scarico avvenuto, vi è l’obbligo di rimuovere ogni residuo pericoloso, verificare la chiusura degli otturatori e delle aperture di ispezione, assicurarsi che la pulizia e la decontaminazione siano effettuate ed, infine, assicurarsi che i contenitori non riportino più le indicazioni di pericolo. 

Il consulente per la sicurezza

Ogni impresa che si occupi di trasporto di merci pericolose deve nominare un consulente per la sicurezza dei trasporti il quale può anche non essere dipendente dell’azienda. Egli deve verificare che le varie disposizioni in materia di legge vengano seguite, consigliare l’impresa e occuparsi dell’elaborazione di una relazione annuale, la quale deve essere stilata anche in caso di incidenti. 

La sua formazione professionale deve essere corredata di certificato con valenza quinquennale e l’esenzione della sua nomina viene, con l’ADR 2019, eliminata per le aziende che spediscono merci pericolose. La stessa nomina sarà obbligatoria entro il 31 Dicembre 2022.

La documentazione di trasporto ed i compiti del conducente

Il conducente di un veicolo adibito al trasporto su strada di merci pericolose deve essere munito di particolari documenti, secondo la normativa vigente ADR. Vediamo insieme di quali sono: 

Carta di circolazione del veicolo

Certificato speciale di approvazione ADR del veicolo, c.d. “barrato rosa” (per trasporti nazionali ed internazionali)

Patentino ADR

Licenza di pubblica sicurezza per il trasporto di gas tossici

Documento di trasporto

Consegne scritte di sicurezza (c.d. istruzioni di sicurezza o trem card)

Importante fare un focus sui compiti del conducente che sono ben stabiliti ed essenziali alla sicurezza dell’intera pratica del trasporto:

  • verificare l’efficienza del veicolo (del quale ha piena responsabilità);
  • accertarsi che il carico sia nei limiti della portata;
  • fare in modo che la sistemazione del carico sia effettuata in modo da prevenire pericoli di dispersioni o caduta lungo la strada, sopportare le accidentalità della circolazione, quali brusche frenate, curve a gomito, dislivelli del fondo stradale, ecc…
  • non accettare il trasporto di nessun passeggero ad eccetto dell’equipaggio.

Con l’ADR 2013 il corretto blocco del carico viene considerato adempiuto quando le merci trasportate sono fissate secondo la norma EN 12195-1:2010, la quale determina anche il numero di cinghie che devono essere utilizzate, coinvolgendo in tale responsabilità sia il vettore, che a bordo del veicolo deve disporre di tali attrezzature, sia il caricatore che dovrà controllare la presenza e l’idoneità degli strumenti di fissaggio prima di iniziare il carico stesso sul veicolo.

Le trem cards

Ogni conducente deve essere munito di istruzioni di sicurezza, poste in cabina e consegnate al personale di bordo prima della partenza, redatte in più lingue per l’universale comprensione da parte di ognuno. La responsabilità di verifica di comprensione e applicazione delle norme da parte del personale di bordo, è del conducente che deve informare i membri circa le merci trasportate a bordo e consultare le istruzioni in casi di emergenza ed incidente. Vediamo le principali azioni da attuare:

  • attivare il sistema di frenatura, fermare il motore e disconnettere la batteria attivando lo stacca batteria, ove presente;
  • non fumare, non utilizzare sigarette elettroniche o dispositivi simili e non attivare alcuna apparecchiatura elettrica;
  • informare i soccorsi, fornendo il maggior numero di informazioni possibili sull’incidente e sulle materie coinvolte;
  • indossare l’indumento fluorescente e sistemare in maniera appropriata i segnali di avvertimento autoportanti;
  • tenere a portata di mano i documenti di trasporto per metterli a disposizione delle forze dell’ordine;
  • non toccare e non camminare sulle perdite di materiale  fuoriuscito ed evitare di inalare fumi, polveri e vapori;
  • utilizzare gli estintori (di cui deve obbligatoriamente essere dotato ogni veicolo adibito al trasporto di merci pericolose) per spegnere i principi di incendio degli pneumatici, dei freni e del vano motore;
  • non affrontare gli incendi della zona di carico;
  • quando sia appropriato e sicuro, utilizzare l’equipaggiamento di bordo per prevenire dispersioni in ambienti acquatici e nei sistemi fognari e per contenere le perdite;
  • allontanarsi dal luogo dell’incidente; chiedere alle altre persone di allontanarsi e seguire le indicazioni dei servizi di emergenza;
  • dopo l’uso, rimuovere gli indumenti ed i mezzi di protezione contaminati e smaltirli in sicurezza.

Con l’ADR 2009, le trem cards sono redatte nel formato di quattro pagine e prevedono misure comuni ed indicazioni extra in relazione al prodotto trasportato. 

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I pannelli di pericolo

I veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose devono porre due pannelli rettangolari di colore arancione, retroriflettenti, sul fronte e sul retro del mezzo.

Nel caso che i veicoli fossero dotati di cisterne fissi o amovibili, di containers-cisterna, di batterie di recipienti, di contenitore per materie solide alla rinfusa, sul pannello arancione dovranno apparire i numeri di identificazione delle merci per le quali è consentito il trasporto con queste modalità; il numero di identificazione del pericolo deve apparire nella parte superiore del pannello (numero di Kemler, composto da due o tre cifre) e quello di identificazione della materia nella parte inferiore dello stesso pannello (numero Onu, composto da quattro cifre). Il cartello risulterà, così, diviso in due parti da una linea orizzontale nera.

Sui veicoli a cisterne fisse o amovibili e su quelli che trasportano merci pericolose in colli (classi 1 e 7) è obbligatorio sistemare in aggiunta le etichette di pericolo per l’individuazione della materia trasportata.

Importanti novità in materia sono state introdotte dall’ADR 2009 con l’etichetta per le materie pericolose per l’ambiente (avente un albero nero sullo sfondo e un pesce bianco in primo piano; tale marcatura deve essere apposta a lato del numero ONU corrispondente alle merci contenute, preceduto dalle lettere “UN” che deve figurare in modo chiaro ed indelebile su ogni collo) e con l’ADR 2011 che ha visto l’utilizzo di una nuova etichetta per merci pericolose, avente sfondo bianco e punte nere per i mezzi di trasporto di almeno 12 t. di massa e con 8 t. di merci pericolose trasportate in quantità limitate.

Clicca qui per consultare i pannelli aggiornati. 

Le esenzioni ADR

La maggiore sensibilizzazione alla normativa ADR delle aziende italiane che spediscono, trasportano o ricevono merci pericolose ha fatto sì che ad aumentare sia stato l’utilizzo dei regimi di esenzione per quantità limitata e parziale nell’obiettivo di poter semplificare gli step di inoltro. 

Grazie ai diversi tipi di esenzioni (parziale o totale) si può trasportare una merce ADR nelle quantità e modalità previste dalla sottosezione 1.1.3.6 dell’accordo senza l’obbligo di utilizzare autisti abilitati e mezzi attrezzati con equipaggiamento e pannelli ADR.

Nel caso di trasporto misto, per i trasporti di merci pericolose in esenzione parziale (ADR 2019), non basta che ogni merce sia sotto il suo limite quantitativo ma è necessario effettuare un’operazione da riportare nel documento di trasporto (il quale deve essere minuziosamente compilato in ogni sua parte e verificato dal destinatario al momento dell’arrivo della merce). Viene eseguita una sommatoria delle quantità relative moltiplicata per il coefficiente di rischio stabilito per ognuna di esse e solo se tale somma è inferiore al valore parametrico di 1.000, l’esenzione parziale è ammessa. 

L’esenzione totale, invece, prevede che il trasporto avvenga nel solo rispetto delle apposite quantità per imballaggio interno e per imballaggio esterno indicate al capitolo 3.5.1.2 e delle caratteristiche degli imballaggi stessi (è previsto un imballaggio interno, uno intermedio in grado di contenere eventuali perdite o fuoriuscite del contenuto, un imballaggio esterno rigido e robusto). Le esenzioni totali, per esempio, possono essere effettuate da privati nel momento in cui le merci sono confezionate per la vendita al dettaglio e destinate al loro uso personale o domestico o alle loro attività ricreative o sportive; oppure per trasporti effettuati dalle imprese, come complementi alla loro attività principale, in quantità non superiore a 450 litri per imballaggio;o, ancora, trasporti effettuati dai servizi di emergenza.  

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Conclusioni

Se sei arrivato fin qui adesso sai che l’accordo per il trasporto di merci pericolose, ADR, regola la circolazione dei veicoli preposti alla movimentazione di merci pericolose e prevede la formazione di varie figure professionali, il rispetto di norme ed obblighi, tra cui la documentazione di trasporto, e l’utilizzo dei vari pannelli di pericolo.

Lascia un commento se hai dubbi, domande o vuoi precisazioni riguardo il nuovo ADR 2019. Il nostro staff sarà lieto di risponderti.

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